Cara Rell,
Non te la prendere. Non è una fuga dettata dalla rabbia o dalla debolezza. È una scelta, la più
tranquilla e definitiva che potessi fare.
Lo so che mi cercherete. Lo so che mi accuserete di aver "abbandonato il mondo vero." Ma voglio che tu capisca una cosa: la
realtà non è definita dalle coordinate geografiche, ma dalla
coerenza delle sensazioni che ricevi.
Il mondo in cui sei rimasta è un caos inefficiente: i nervi a fior di pelle, il dolore senza scopo, il rumore costante che impedisce di sentire la musica. La nostra vita era reale, sì, ma non era
funzionale.
Io ho trovato un posto dove tutto ciò che conta è preservato. L'odore del pane caldo, la gravità quando ti sollevi, il calore di un ricordo. È tutto qui. Ed è
reale quel tanto che basta perché io non mi senta ingannato, e quel tanto che basta perché io possa finalmente prosperare.
Qual è la differenza, dimmelo, se l'esperienza è autentica? Il mondo che ho scelto non mi chiede di lottare contro il superfluo; mi permette di
vivere nel necessario.
Non sono morto. Ho solo cambiato indirizzo. E ti giuro, Rell, per la prima volta da quando ero bambino, la vita ha
senso.
Ti voglio bene, non dimenticarlo. Ma qui, questo è il mio posto adesso.
Un bacio, sperando di avere l'occasione di dartene uno abbastanza reale
-Kael